giovedì 5 novembre 2009
Manipolazione del consenso:Il vero Padrone dell'informazione.
L'incarcerato comunque c'è, esiste, e appena avrò la possibilità, continuerò ad informarvi e cercare di fare quelle inchieste che i giornalisti di professione, ovvero quelli che ci campano con gli articoli, dovrebbero fare.
Io non ho nulla, loro hanno tempo e soprattutto i mezzi per farlo.
Ma lavorano sottopadrone anche loro, e il "padrone" in questo caso è lo stesso sia per i giornali di destra, che di sinistra. Qualunquismo il mio?
E no care teste di capra, innanzitutto non fatemi incazzare come al solito. Qui Berlusconi non c'entra nulla, finitela con il sopravvalutarlo e considerarlo per davvero l'onnipotente, il "padrone" è il sistema marcio che ingabbia tutti.
E il vero problema che questi qui, compresi i cosiddetti giornalisti di controinformazione , non fanno nulla per liberarsi. Anzi, ci sguazzano volentieri dentro.
E noi?
Noi sosteniamo incosapevolmente il loro operato andando a manifestare per la libertà di parola. Ma quale? La parola che non vorranno dire mai? Noi contribuiamo a leggittimare il loro vile, codardo, e in molti casi con metodi arrivisti, lavoro.
Ma presciso un fatto, io non mi tiro indietro. Capisco che è il loro unico lavoro, e bisogna strisciare come un verme. E lo facciamo anche noi. Io sono il primo ad essere sfruttato nel mio lavoro, non lo nascondo e ho quella che un tempo si chiamava "Coscienza di classe". Non ci sarà mai nessuna rivoluzione, senza questa coscienza.
Mi piacerebbe pensare che Vespa, e anche quell'ipocrita di Santoro, aprissero i loro rispettivi programmi dicendo"Se volete, seguitemi! Ma sono un verme che striscia. E a me interessano gli ascolti, e prendervi anche un po' per culo".
Sarebbe ammirevole care teste di capra, sarebbe un gesto che restituirebbe un po' di dignità a tutti noi.
"La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire"
Orwell
Aggiornamento
Andate aleggere l'ultimo post di Ornella, e guardate cosa si sta perdendo l'Italia intera: una donna, una mamma che con una forza che solo lei possiede, sta mettendo in seria difficoltà il potere!
Vi ricordate che doveva essere ricevuta dal magistrato Battaglino? Ebbene, non ha più archiviato perchè "mamma Ornella" si è fatta valere con determinazione, e non solo con le parole. Ma con documenti in mano.
Una mamma che sta sfidano Golia.
lunedì 2 novembre 2009
Stefano Cucchi: riportiamo l'attenzione al problema carcerario!
Comincia a profilarsi una sorta di manipolazione dell'informazione, e qui care teste di capra Berlusconi non c'entra nulla. Girando tra vari blog, leggendo commenti vari, ascoltando interviste fatte ai ragazzi o gli interventi dei politici, vedo che si cerca di paragonare la morte di Stefano con quella di Federico Aldovrandi e Gabriele Sandri.
Comincio a disgustarmi di tutto ciò, perchè in questa maniera si contribuisce a distoglierci dall'imputato numero uno: il sistema carcerario!
Io non posso accettare questo andamento distruttivo e profondamente ingiusto nei confronti dei familiari che da anni si stanno battendo per dare giustizia ai figli morti nelle carceri. Basta leggere un po' di dati e alcuni miei vecchi post, e scoprirete che c'è un emergenza sociale in corso.
Non cadiamo anche noi in questo tranello. Dobbiamo farlo per rispetto dei numerosi ragazzi morti nel carcere. E che nessuno ricorda o vuole ricordare.
Allora,a differenza di molti, io grido con rabbia e sete di verità:
Giustizia per Marcello Lonzi, ALdo Bianzino, Niki Aprile Gatti, Manuel Eliantonio e Stefano Cucchi !
Purtroppo gli altri nomi, e tanti sono extracomunitari , non posso nominarli perchè nessuno li ha reclamati. Ci sono casi di morti che rimangono classificate per sempre con questa dicitura: "Morte non accertata". Nemmeno gli animali subiscono questo "trattamento".
Allora pubblico il commento di Debora, una donna che ha vissuto il carcere e ha sofferto pene dell'inferno come spesso accade. Perfino violenze sessuali.
E' stata a San Vittore, e il mio pensiero inevitabilmente va al grande Sante Notarnicola che aveva contribuito con grande forza e detrminazione nel cambiare le condizioni inumane dei detenuti. Ma all'epoca c'era Lotta Continua che appoggiava queste battaglie, ora i detenuti vengono lasciati soli.
Caro Incarcerato, molto bello quel "libera"...
La mia esperienza in carcere è stata tremenda eppure oggi seppur finita non mi riesco a sentire più "libera" di quando ero rinchiusa...
A S.Vittore ero reclusa e privata di quella che chiamano libertà, non potevo farmi una passeggiata sotto il sole, non potevo noleggiare un film, non potevo uscire con gli amici ma avevo trovato una cosa che difficilmente riuscirò a trovare al di fuori di quelle mura almeno per quello che è stata la mia esperienza... L'UGUAGLIANZA degli esseri umani... Tutti i detenuti sono uguali tra loro, con come è giusto che sia, vista la sezione in cui mi trovavo con delle eccezioni più morali che di fatto...
Quello che più mi è pesato è stata la mancanza di dignità e di rispetto da parte degli agenti e dei medici (dal medico del piano alla psicologa..)buoni solo a prescrivere psicoterapia(En, lexotan, minias, summontil, valium, rivotril etc. E spesso ben miscelati tra loro per rendere i detenuti zombie modellabili).. e lo schifo delle celle contro cui ho però, nel mio piccolo, vittoriosamente vinto..Seppur mettendo a rischio la buona condotta.. Sei letti a castello in 10mq...Mura, mobiletti e tavoli vecchi di decenni invasi da scarafaggi... Finestre prive di vetri o che rimanevano aperte di due dita..
Dico vittoriosamente perchè grazie alla mia caparbietà e alla disponibilità (per sfinimento) direttrice e vicedirettore sono riuscita almeno nelle celle in cui ho vissuto a cambiarne l'aspetto e a migliorarne la sanità.. Con nuovi mobili, uso dell'insetticida e pittura... Mentre per i sei letti ho dovuto protestare lottare e fare un po' di casino.. Ciò mi è valso due rapporti e l'accordo finale di un massimo 4 letti(persone)..
Poi allo stesso modo vorrei però dire che all'interno del carcere ci sono volontari definiti esterni(professori, insegnanti vari, assistenti..) di umanità straordinaria che sono stati coloro che grazie al loro "lavoro"(missione) mi hanno aiutato a superare quegli 11 mesi e fatto scoprire l'umanità della popolazione carceraria...
Per il mio fare qualcosa per cambiare uno stato di fatto che prosegue da decenni è realmente difficile.. Posso solo far sentire la mia voce e raccontare le mie esperienze.. Cosa che faccio ininterrottamente da 4 anni a questa parte.. Però senza rabbia, con molta calma e tanto sdegno...
Per finire, vi invito ad andare a rileggere questo mio articolo sulle morti sospette nel carcere di Sollicciano. Ricominciamo da lì!
domenica 1 novembre 2009
Non insegnate ai bambini....e ALda Merini ci ha lasciato
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.
Giro giro tondo cambia il mondo. Giro giro tondo cambia il mondo
Giorgio Gaber
giovedì 29 ottobre 2009
Foto di Stefano Cucchi: vi mostro come lo Stato uccide.

Foto tratta da : http://www.cnrmedia.com/
Mi dispiace che io possa urtare la suscettibilità di tutti voi, ma avvolte le parole non rendono bene l'idea di cosa stiamo parlando.Dicono che Stefano Cucchi sia morto per una caduta, dentro il carcere. Così ha detto il ministro Alfano all'interrogazione parlamentare.
In carcere si muore cadendo per terra, si muore perchè si respira il butano, si muore per arresto cardiaco, si muore impiccati con un laccio che non si dovrebbe avere , si muore sempre "per caso" e mai per "omicidio".
E io vi mostro la morte "accidentale", mi dispiace rovinarvi il fine settimana, oppure i vostri equilibri e indifferenza. Ma vi mostro come lo Stato uccide, voltiamoci dall'altra parte come sempre e dimentichiamo in fretta.
L'importanza dei pentiti e la prevedibile uccisione di Fonti.
E parlo del traffico di materiale radioattivo che sbarcava in Somalia, con tutte le scie di morti, compresa la giornalista Ilaria Alpi.
Bisogna dirlo con forza, la figura del pentito o collaboratore di giustizia è di vitale importanza per sconfiggere la mafia. Falcone e Borsellino hanno avuto la capacità di ascoltare i pentiti con cautela, ma con grande efficacia.
Ma se la magistratura perde di credibilità e subisce delle preoccupanti deviazioni al suo interno, i pentiti saranno sempre di meno semplicemente perchè avranno paura. Lo Stato, e forse non si capisce il perchè, li protegge sempre meno. Sia chiaro, non è una "malattia" che si è manifestata all'improvviso.
Chi ricorda Rita Atria, Stefano Calzetta, Leonardo Vitale? Vitale fu il primo: nel 1973 parlò delle collusioni mafia-politica e fece il nome di Vito Ciancimino, allora potentissimo sindaco di Palermo. Fu rinchiuso in manicomio e, quando venne dimesso, ammazzato come un cane.
Stefano Calzetta rivelò, già nel 1984, i segreti della cosca di Corso dei Mille a Palermo; abbandonato a se stesso, finì barbone a dormire nei giardini davanti alla Questura del capoluogo siciliano; morì di freddo e di stenti.
Rita Atria era una ragazza di Partanna, in provincia di Trapani: nel 1991 raccontò al giudice Paolo Borsellino tutto ciò che sapeva sulla mafia nel suo paese. Fu messa sotto protezione, ma quando Cosa Nostra fece saltare in aria il magistrato siciliano con tutta la scorta (luglio del 1992), Rita si gettò dal balcone del suo rifugio romano. La famiglia, che l’aveva rinnegata, non partecipò neppure ai funerali e la sua tomba venne ripetutamente profanata.
Quindi i veri pentiti, ovvero quelli che davvero contribuiscono alla verità, non vengono protetti. Ma appositamente abbandonati.
Allora veniamo ai giorni nostri e, notizia di questi giorni, il pentito Fonti è stato lasciato senza scorta. Si trova agli arresti domiciliari, e molto probabilmente lo uccideranno.
Come all'inizio vi dicevo, c'è brutta aria in giro e ho il timore che si stia realizzando quel vecchio sogno di Licio Gelli e affini: l'istituzionalizzazione delle mafie. Un sogno che si sta concretizzando nel tempo, anche grazie alle stragi (di Stato) e agli omicidi mirati.
I pentiti veri vengono abbandonati, invece quelli "finti" che rimangono sempre in contatto con i loro clan di appartenenza (come Salvatore Menzo) vengono pure "premiati".
Si respira davvero una brutta aria.
lunedì 26 ottobre 2009
Primarie PD: risorge D'Alema e la finanza bianca si rafforza.
Questo perchè Bersani e D'Alema hanno dei rapporti molto importanti con l'OPUS DEI, tanto è vero come molti ricordano, D'Alema ha partecipato alla santificazione (l'unica fatta con un iter velocissimo) di Josemaría Escrivá. Il fondatore di questo tremendo e pericoloso potere legato alla Chiesa.
Sarà un caso che la Binetti e il nipote di Gianni letta abbiano appoggiato Bersani?
Ma Bersani e D'Alema sono gli stessi autori che hanno ostacolato tramite forti pressioni l'inchiesta di De Magistris e ancor più quella della Forleo sulla questione delle Banche. Una brutta e vergognosa storia dove per la prima volta si andava a toccare la questione morale del centro sinistra.
De Magistris e la Forleo d'altronde hanno perso, perchè quando c'è un interesse trasversale, tutto diventa più difficoltoso.
E, in concomitanza con le primarie grazie al risultato quasi scontato, il PDL offre la bicamerale a D'Alema! Che bello teste di capra, ecco a voi la "bicamerale due"! Ed ecco che ancora una volta D'Alema salverà il sedere al vostro acerrimo nemico Berlusconi e ancora una volta mi salirà l'acido dallo stomaco per sentire la politica tutta basata sul pro e anti Berlusconismo.
Che bel partito di alternativa.
Già vi siete dimenticati che la corrente dalemiana ha chiuso tutti e due gli occhi sul conflitto di interessi? Che ha regalato a Berlusconi le televisioni? Che ha esaltato l'ambiguità di Violante per avere un elevato posto in Magistratura?
Voi siete tutti entusiaste della grande partecipazione alle primarie, quella massa inutile che ha nel cervello solo e unicamente Berlusconi, ma privi di contenuti e voglia di battersi per i diritti di tutti. Ma io assolutamente no, non mi rallegro e non mi emoziono.
La libertà è partecipazione disse Gaber, e non intendeva il voto, ma la partecipazione politica. Ovvero nell'attivarsi per il cambiamento e lottare, pretendendo la libertà che nessuno ci regalerà mai.Possono solo togliercela piano piano.
E nel frattempo si stanno svuotando le piazze per chi lotta contro la precarietà, contro l'inferno delle carceri, contro le discriminazioni razziali e sessuali. E tante altre ingiustizie che il principale partito d'opposizione(?) non ha mai preso in considerazione. E non lo farà mai perchè gode dell'appoggio della massa, alla quale non interessa nulla di tutto questo.
Su Agoravox ho una rubrica sulla 'ndrangheta ogni lunedì. Oggi c'è la "famosa" settima parte. Vi invito ad andarla a rileggere affinché non si abbassi la guardia su Niki e nel frattempo spero in qualche giornalista che se ne occupi seriamente.
domenica 25 ottobre 2009
Primarie del PD, Lontano nella notte.
Mi raccomando andate a votare con l'illusione che sia un Partito nato dal basso. Che ridere dolci teste di capra, perchè non proponete Fini ?Visto che questa estate il popolo del PD lo ha applaudito di cuore? Ma ricordate queste parole: dopo Berlusconi ci sarà una pace terrificante.
Lontano, nella notte, oltre la morte
sopra una stella azzurra
tra esistenze meravigliose
ancora quest'anima convulsa
nelle sue insoffribili vergogne
esasperanti
senza scampo, per tutto l'universo
dove dovró passare
e il pensiero che infine, nella luce
suprema soffriró ancora il tormento
di non aver urlato
che tanto era inutile.
O forse questa vita
è la sola concessa
e allora mi esaspera, mi taglia il respiro,
il pensiero di non aver urlato,
per la mia anima vile,
confuso a tutti i poveri impotenti
che marciscono sulla terra.
Cesare Pavese.



